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I'm a Bombayite

Minutes later they reached Mahim and the driver said, "Look, don't mind, are you Hindu or Mussalman?"
Jacopo replied, "Neither, I'm a Bombayite".
(The Book of Chocolate Saints, Jeet Thayil)

Che poi è il motivo per cui ho amato, e per cui amerò sempre quella città oltremare, Bombay. Per la capacità di riprendersi dai conflitti comunalisti, per la capacità di essere oltre, di essere orizzonte, di accogliere tutti, comunque. 

La prima volta a Bombay, la primissima volta in India.
Colaba, e la sorpresa del mare.
Il mare che era grigio, e sapeva di chutney sotto le dita. Gli occhi merlettati di una città morente. Poi la pioggia, la pioggia a Bombay.
La prima notte assoluta, dalla finestra di un alberghetto, nel cuore vittoriano della città - the city that never weeps, come scrive Jeet Thayil - tra Colaba Causeway, Electric House e le meraviglie nascoste del Fort. Uomini, cani e topi illanguiditi dal monsone - appare accennato, una promessa - e la fatica meravig…

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