Fucsia

quadro preso da qui
La donna con la testa di pesce ha rotto gli equilibri notturni e rischia di inquinare quelli diurni, sconfinando nei mattini. Indossa un corpetto fucsia, con le bretelline di raso. Le coppe col ferretto evidenziano i seni impertinenti, quasi offerti. Le gambe sono fasciate da una gonna blu, vellutata. Svanisce nelle onde che solcano i suoi passi, onde poco arricciate, quasi feline.
Adam la sogna tutte le notti, da più di 252 giorni. A un certo punto, si è rassegnato e ha smesso di contare. A ogni risveglio si ritrova con una grottesca erezione. Un turgore vile, sprecato: quella donna gli sta squilibrando gli orizzonti, sfalsa le dimensioni.
Non ha un nome: è semplicemente la donna con la testa di pesce.
Muove lenta le mani, come se girasse le ruote di una giostra cosmica: per questa ragione non può avere fretta. Nonostante la testa marina, non vive sott’acqua bensì abita al confine delle scale, che si ergono squadrate e rassicuranti come una dittatura.


Sugli scalini decorati da bolle d’aria ci sono anche due bambine con le maschere bianche: forse sono geishe, o ancelle infantili, prive delle gambe. Smembrate dalla lussuria, le bambine giocano con un coccodrillo di legno, dipinto di verde brillante e giallo estate. Il coccodrillo ha le ruote, grosse, cosicché le due bambine possono trascinarlo sulle scale. In cima alle scale le attende la sofferenza, sotto forma di uomini e lame. Ma Adam ignora questo particolare, e altri che popolano il suo sogno, simile a un quadro visionario.
I colori sono così vividi, reali che invitano a leccarli. E Adam, qualche volta, si è svegliato con la lingua impastata, come se avesse leccato qualcosa di indecente e pericoloso. Il suo stesso desiderio, o sogno.
La donna dalla testa di pesce ha tre mani: incarna la perfezione assoluta. È lei che in sogno sta modellando, notte dopo notte, la vita di Adam: si sta compiendo un’inarrestabile metamorfosi onirica.
Gli sta costruendo dei binari sull’acqua, lui l’ha intuito dal movimento ipnotico delle tre mani.
Ed è sempre lei, che gli trasmette la verità – come un contagio – e lo fa con una tenerezza e uno sconcerto indicibili. Lei, la donna pesce, lo sta spingendo a diventare quello che è.

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