Queuing at the bank

Era arrivata trafelata in banca, con la sua borsa di tela grezza, gli occhialoni scuri per nascondere l'elettricità di quelle giornate e il blu delle notti. Indossava un kurta avorio stirato male, e si portava le pieghe di quella città addosso.
Il guidatore di risciò, che ascoltava una vecchia canzone di K. L. Saigal, aveva cercato di intavolare una conversazione con il suo inglese spezzato, e lei aveva risposto secca in hindi che non capiva, né voleva capire.

In banca la fila era mostruosa, colpa delle nuove banconote da cambiare, che nemmeno erano arrivate, e già venivano falsificate. Così mostruosa era la fila da scoraggiare, allora lei si era seduta su una panca, tirando fuori un libro di Elèmire Zolla sulle aure. Leggeva svogliata, perché era spossata da quel turbinio di emozioni che si racchiudeva in un nome: Bombay. Ogni tanto prendeva la matita per sottolineare una frase, e intanto i minuti giravano lenti come orbite lontane.
Qualcuno tossì accanto a lei, ma non ci badò.
A un certo punto una voce ruppe l'incanto della solitudine. "Mi scusi, signora, ma lei è riuscita finora a ritirare dei soldi?"
"No", aveva risposto. "Sono giorni che faccio la fila, per niente", aveva aggiunto stizzita senza staccare lo sguardo dalla pagine.
Lui aveva tossito ancora, e lei si era girata con un'espressione scocciata.
Dall'altra parte di quella voce c'era un signore di un'età antica, antichissima, con gli occhi azzurrati dalle cataratte, opachi ma infuocati di vita. Una lunga barba bianca, e i baffi arricciati all'insù.
Un vecchio, insomma. Allora avevano cominciato a chiacchierare di quanto fosse patetica quella situazione dei soldi. Dei falsari che già operavano tra Hyderabad e Bombay.
Lui era così vecchio che sembrava un mappamondo, e poi a un certo punto, quando la fila invece di sfoltirsi si stava ingrossando a dismisura, lui aveva detto con voce pacata, fluida. "Sa, signora mia, sto morendo di cancro, e i soldi mi servono per le cure."
In quel momento, lei chiuse di botto il libro che tentava di leggere, e pensò ai destini effervescenti degli uomini che si riducono sempre in polvere sul fondo di un bicchiere.  
   

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