Enjoy the silence

S'incantava ancora sulla riva di una pagina, nuotava nelle matasse delle parole e districava le storie - alcune antiche, scolorite di speranza, come quella di Antonio, passato nelle mani di Plutarco e poi ancora rigirato nei versi di Kavafis. Lei l'aveva visto, Antonio, e i suoi segni magici: la rivoluzione che sfasava le epoche, e le coordinate logiche.
Anche questo era il dono di quella città vorace e ingorda, che tutto toglieva, eppure ogni tanto, quando si ritirava la marea - come succedeva ad Haji Ali e compariva la passerella sul mare - donava barlumi di speranze, oggetti ritrovati, l'argento delle vite dimenticate.

E in quel frastuono, assordante e avvilente, lei ritrovava il silenzio.
Il silenzio di quando era bambina, e tutto era possibile.
Glielo restituivano i corvi all'alba quel silenzio, lucente e lindo.
E persino le lacrime e le morti e le mancanze diventavano zucchero.    

(E le donne in processione piangono Antonio, o chi muore in mare, chiunque, in questo istante)  

Post più popolari