il bene più prezioso

di ritorno da uno dei suoi vani e infruttuosi pellegrinaggi, si era fermata in libreria - una di quelle catene indiane piene di gadget, oltre che di libri e aveva scelto a caso, ma forse non così a caso perché in fondo sono sempre i libri a decidere per noi - e ripensava al sole accecante sul mar d'Arabia, mentre sfrecciava in taxi sul Sea Link, bypassando il cuore antico di Bombay che quel giorno festeggiava il dottor Ambedkar, il dio degli intoccabili, dalit, pariah e altre specie poco gradite in India. Fiumane di persone, carri con musica ad altissimo volume, danze e percussioni sfrenate: il cuore pulsante dell'India maltrattata si faceva sentire ogni tanto.
Ma tutto questo lei non l'aveva visto, l'aveva solo udito, perché ora certi piccoli lussi - tipo prendere un Uber e non più quei treni suburbani così traboccanti e sfinenti - e quindi era andata al suo appuntamento, inutile, come ogni cosa che riguardava il potere, le burocrazie e i governi.
Dopo aver riempito la borsa di libri, aveva deciso di riempirsi la pancia e si era fatta preparare e impacchettare un sandwich alle verdure grigliate, che avrebbe poi mangiato a casa.
Aveva prenotato un taxi per tornare alle sue periferie e l'attendeva smaniosa, spiccicando qualche parola di hindi coi passanti e le ragazzine musulmane che uscivano dai college.
Il taxi tardava ad arrivare perché l'autista era in pausa pranzo, così aveva capito lei al telefono, e allora si era rassegnata ad attendere. L'attesa era la prerogativa assoluta di quella città benedetta (o maledetta a seconda dell'umore e del flusso delle maree).
A un certo punto si era materializzato davanti a lei un omino scuro, un fascio di nervi. Un tipetto bassino, ma di una certa età che stava trasportando sulla testa una quantità spropositata di legno (sottoforma di pezzi di mobili fatiscenti) e aveva scaraventato il carico per terra, sollevando un nuvolone di polvere. Lei aveva ritratto i piedi nudi, mentre i sandali giacevano là accanto.
Con gran naturalezza, l'omino le si era avvicinato e le aveva chiesto - in hindi - se avesse dell'acqua.
Lei gli aveva offerto subito la bottiglia di plastica rosa, quelle che si vedevano ovunque in India, e lui aveva bevuto, grato. Gli aveva fatto cenno che poteva finirla, l'acqua.
E mentre lui beveva, lei aveva pensato, ecco il bene più prezioso.
L'omino poi aveva ripreso il suo carico di legna e si era dileguato a piedi nudi nel traffico, senza scomporsi. 

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