Biscotti

Erano come biscotti, friabili. Pronti a dissolversi in una tazza, sotto i denti della vita.
Quell'estate lei era finita in Marocco, a scrivere un libro e a cercare di finire la tesi di dottorato. Ma non ci riusciva, e le notti erano una lunga infiammazione e il sollievo del gelsomino verso le prime ore del mattino, quando il buio è velluto, o forse illusione.
Lui era dovuto tornare in un'Europa sempre più stanca, vecchia e intollerante. Tra un'occupazione precaria e un'altra.
Ogni tanto si scrivevano lunghe lettere di carta, insensate e fuori tempo. 
Tutti e due, su latitudini emotive diverse, stavano leggendo lo stesso libro, e non lo sapevano. 

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