Autobus di notte

L'elettricità che captavi coi polsi, bracciali immaginari di luce zuccherina, e gli autobus lenti, sfiancati dai passeggeri e dalla strada. Uno sconosciuto che si asciugava più volte la fronte con un pezzo di giornale, le notizie che gli colavano addosso e si mescolavano, stonate, a quell'estate spropositata.
Di notte gli autobus si accendevano di blu, sfiatavano agli incroci e parevano quadri irrisolti di Hopper.
Tu pensavi, per fortuna che l'America è lontana.
(E che esistono vecchi telefoni a disco per parlare coi morti)

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