Fontane

L'aria è antica e merlettata. Le palme danzano tarantelle improvvisate nel vento. Lo scirocco, per chi torna senza coppola in testa e col biglietto scaduto, è un incantesimo. Negli orizzonti perduti, sfocati s'intravedono lupi e ostriche.
La città è solo un'idea, è sfumata. Impera la torre coi suoi distratti fantasmi che si divertono a invertire il tempo, e l'orologio non scocca mai la mezzanotte perché le stelle sono scese col treno, sfilano nei campi arsi. L'orologio quando cambia umore, segna l'eterna controra.
Le mani diventano lucertole. Dai balconi giungono le nenie indistinte di vedove, zitelle e negromanti. I bambini rilucono nelle fontane. Il cielo è luce pura, abbacinante, forse è l'essenza indomita della scrittura.
Come una serpe, attraverso la mia camera a sud.   

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