Estate

Declinarsi l'estate addosso, farsi legno vivo, entrare col capo coperto di fiori nelle cattedrali di foglie, inginocchiarsi nei boschi e provare un'infinita gratitudine per essere testimone di tanta bellezza.
Declinarsi l'estate addosso nei vestiti a fiori, nello smalto indaco e i sandali intrecciati a mano. La luna quasi piena che rischiara le nebbie uterine, gli stagni dei pensieri dove covano ninfee di rancore. Dissolversi alla finestra, farsi baciare dalla luna.
Declinarsi l'estate addosso all'ombra dei ciliegi sfioriti, ai frutti marci e sanguinolenti. Il solco del grano, le telenovelas infinite tra cicale e formiche. L'elemosina dei pomeriggi, le cosce nude sprofondate nella terra ruvida e secca. Una terra innamorata della pioggia che non le si vuole concedere.
Declinarsi l'estate addosso al fiume, quando la membrana d'acqua smeraldo s'infrange per accogliere, sempre. E ti accoglie e ridi perché d'estate non sarai mai vecchia. L'estate lucente, africana. Il prato come uno sterminato prato o nostalgia. Tra le margherite superstiti, selvatiche come Madonne zingare, ritrovi la voce di tua nonna, mentre offri il tè vietnamita agli antenati e ai fantasmi, o erano le radici?
Declinarsi l'estate addosso e riscoprire il sole sulla pelle, come una folgorazione. Sapere che non sarai mai vecchia finché avrai le parole e i piedi e i continenti nel cuore. Le divinità del cavalcavia giocano a carte coi destini e ti sorridono perché ti hanno riconosciuta in sogno.
E ripensi a un racconto di Tabucchi, che parla d'Africa e inquietudine. E ripensi a Karen Blixen, al suo grammofono e ai suoi scatoloni, ai tuoi traslochi interiori e ai cuori svuotati. Alle purghe dei sentimenti, necessarie per morire e rinascere lumaca o croco.
Declinarsi l'estate addosso e parlare la lingua dei corvi, e passeggiando al contrario sui crinali delle parole, nella luccicanza della scrittura, incontrare un'anima affine che ti parla di un dio mancino. E sotto le tue palpebre filigranate, al riparo dai serpenti, senti che non sarai mai vecchia finché avrai questa manciata di terra, estate e parole. E sai anche, che negli inverni dell'esistenza, c'è sempre Shiva che ti aspetta con il suo infinito amore blu.
E per il resto, poco.

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