Metamorfosi

Tu prendevi i cieli e li mettevi nei rettangoli, che sfumavano in tramonti, brillantati di ruggine. Per te, le fotografie erano pagine, illimitate. Ogni tanto il vento, i cavalli, il giallo che aveva seccato la collina, la calura che irruvidiva gli sguardi, i cuori slabbrati. Ogni tanto, il paesaggio si traslava, e bastava accendere la radio. Come in una canzone dei Cowboy junkies. Poi l'urgenza della caffetteria ti riportava alla realtà.

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