Taxi driver remix

si viaggiava lenti sui taxi di Uber, con l'umidità che filtrava dai finestrini, l'aria condizionata che non sconfiggeva le nuvole e l'inquinamento. Era andata a trovare una sua studentessa bisognosa a Matunga Road, una ragazzona bisognosa soltanto di coraggio e comprensione. Lei era diventata l'eterna insegnante, pur non avendo nulla da insegnare a proposito di vita e regole, ma avrebbe voluto condensare la sicurezza in un trucco, un ombretto, un rossetto così le sue studentesse - lontane e vicine - potevano spalmarsela addosso.
I colori sfiorivano in quel taxi rallentato dal flusso pomeridiano di Bombay. Non bastava giocare con lo smartphone, il tempo non passava: si condensava come cemento addosso. Le si informicolivano i pensieri, eppure non poteva far altro, se non aspettare.
L'attesa era una costante della sua vita.
Forse qualcuno stava giocando a carte su una terrazza che ora distingueva bene. Quelle terrazze piatte disseminate di sedie e charpoi, i letti di corda intrecciata, che aveva visto in Rajasthan e anche a Delhi. Lì invece tre ragazzi erano seduti a fumare, tenevano gli occhiali da sole puntati contro il traffico, a oscurare il declino della città.
E lei, chiusa in un taxi, li osservava.

foto presa da qui
Poi era successo.
Di corsa, come le epifanie e le catastrofi.
Il tassista si era precipitato fuori dal taxi, e lei era rimasta con gli altri due passeggeri (prendeva spesso gli shared taxi) a fissare inebetita la scena.
"Sta andando a pisciare", aveva bofonchiato l'uomo d'affari seduto davanti.
Lei e l'altra passeggera seduta dietro non si erano nemmeno scambiate uno sguardo.

Il tassista correva, facendo lo slalom tra camion, autobus rossi della Best, motorette, risciò, taxi di ogni genere, traffici di ogni genere. Poi si era chinato sul sangue di un ragazzo che, in moto, era andato a sbattere contro il parapetto del ponte, e cadendo - o forse morendo, volando o sognando - aveva perso uno dei suoi chappals.

Una ciabatta, ecco cosa si era lasciato dietro quel pomeriggio afoso, insensato.   

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