Kalanagar

Non era una città verticale, anche se si sforzava di esserlo. I palazzi vertiginosamente alti spuntavano ovunque, e le palme non più svettanti si sentivano così sole. Nonostante le libellule, i corvi, i falchi marini e i pipistrelli, i topi, gli scoiattoli e altre creature, le palme soffrivano e si sentivano sole in mezzo a tutto quel cemento, mostruoso, scandaloso, indegno. Uomini scuri e smilzi erano costretti a fare le scimmie sulle impalcature di bambù e le mani diventavano secchi.
Tutto passava però per gli strati orizzontali della città. Persino la pioggia era orizzontale a Bombay. Durante l'ultimo monsone, nelle strade invase dall'acqua e dal fango, nuotavano dei pesci che i ragazzini dello slum vicino si erano affrettati a pescare con grandi bracciate.

Ma le palme continuavano a soffrire. Soffrivano di una solitudine paludosa, che si tingeva del colore del neon. Nelle strade di Bandra East sugli uber pool, i taxi condivisi, salivano le ragazze musulmane con il burqa nero, e sotto lo sguardo imbarazzato dei vecchi autisti barbuti, si spogliavano strato dopo strato di un'identità imposta, posticcia. Prima si liberavano dal velo, poi del burqa, e per ultimo liberavano i capelli. Scioglievano la treccia, si sfilavano i ferretti, i fermagli, le ciappe, e i capelli - grati - fremevano d'elettricità. Solo gli occhi rimanevano gli stessi, cerchiati di kohl, si guardavano imbizzarriti intorno, come un incantesimo.

E i miei stessi occhi s'imbizzarriscono al tramonto, ricordando un'altra vita da cavallo forse, o da lumaca. La notte a Bombay è un'enorme chiocciola di mare, che ha smarrito le vie di sabbia e anemoni. Si dimena come una cometa, ci lascia addosso polvere e stelle, senza mai marchiare.

Una città sempre più verticale, ma dall'animo orizzontale.
Le vecchie botteghe improvvisate che resistano sui bordi della strada, ai margini di una modernità sfrenata. I ristoranti udipi, esclusivamente vegetariani, dove a parlare è il neon e i ricordi, i sussurri di un'India che non esiste più.
Cancellata dalle altezze vertiginose, si deposita sul sonno interrotto dei cani, e di tutti i randagi che abitano le vie, le strade, i cieli.       

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