Like a princess

You were a princess - foto di Clara Nubile
Quando insegnavo italiano all'Università di Mumbai, i miei studenti un giorno mi dissero, "professoressa, ci vergogniamo di quello che legge su(i) nostri giornali indiani" e mi mostrarono diversi articoli di cronaca. Storie di ordinaria follia contro le donne, dai finti incidenti domestici architettati dalla suocere (e dai mariti) in cui la giovane sposa improvvisamente prende fuoco mentre cucina, o simili atrocità. Stavamo facendo qualche esercizio di traduzione dall'inglese in italiano. "Domani vi porto io un articolo, e facciamo un esercizio di traduzione dall'italiano all'inglese". Mio malgrado, avevo l'imbarazzo della scelta. I giornali italiani pullulavano, e pullulano, di femminicidi, violenza contro le donne di ogni genere. Meghaa mi disse, "No, non è possibile, professoressa, in Italia? Veramente?".
In Italia, veramente.
In Italia, possibile. 
In tutto il mondo, a dire il vero.  
Non so chi di noi ha provato più vergogna. Ma la vergogna non si può mai misurare. 

Questi invece fanno parte di una serie di murales contro la violenza (non solo sulle donne), le droghe, i vizi, l'inquinamento, la cattiveria in generale. Li ho felicemente incontrati passeggiando per la strada che conduce ai templi a Lamphun, in Thailandia, qualche settimana fa, sotto un sole feroce e la frescura di alberi maestosi.
Stop violence - foto di Clara Nubile
NO - foto di Clara Nubile





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