The shifting self

The wrong corner - foto di Clara Nubile

"To translate", he said, "is to move a body from one place to another.

("Five Different Words for Love", Sampurna Chattarji)

Tradurre la poesia è quasi un oltraggio, eppure ti fai fantasma, "a sonic thing", ed entri in ogni singolo verso, ogni strofa, ti appiattisci contro i contorni delle parole e poi espiri.
Espiri, e forse ti accompagna l'universo in questo semplice, prezioso movimento.

Capita che si sbagli strada, disorientati e disarcionati dai sogni, ma dietro l'angolo ci sono sempre mostruose meraviglie. Come orme lasciate da altri, da raccogliere come petali.
E donare nel vento, disperdere, senza attaccamento. Lanciare lontano, lanciarsi e lasciarsi andare.
Uscire dal proprio corpo, toccare i contorni delle cose, del mondo, e sentire il proprio sé che danza, muta, si sposta, svapora, muore, rinasce.
Ricordarsi di respirare.
Soprattutto, ricordarsi di respirare. 

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