La parola poesia

ci sono pochissime parole che resistono all'usura, alla violenza, al degrado, alle intemperie e alle ruvidezze della vita, alle trascuranze, al malmosto che ci avvolge, inevitabilmente, sempre e comunque, e fa appassire (ma non morire) i nostri cuori di cicoria.
Ci sono poche parole in grado di dissipare l'aggressione e la ferocia di altre, forse non arresta l'armata beffarda, l'avanzamento del nemico e dell'oscuramento, ma in fondo la poesia, in qualche modo, consola, oppiacea compagna dei giorni.
La poesia come luce infinita, culla, matrice d'ogni bene.
La stessa poesia che si fa carta, parole, distanze, telefoni, legami, radici, e persino lutto, ma ebbro d'infinitamente, stellarmente luce. La poesia come arma, resistenza, ultimissima forma di sopravvivenza e amore. La nostra "bestia di gioia" (per rendere omaggio a una poeta che tanto amo, Mariangela Gualtieri.)

E anche oggi a Bangkok pioverà.

My old Bombay - foto di Clara Nubile
Adesso fa notte (Mariangela Gualtieri)

Adesso fa notte - fa preghiera.
Apre le serrature del silenzio
fa apparire la mappa siderale 
e ci inginocchia per quello spazio

immenso, fra qui e l'orlo
del cominciamento
quando le spine dorsali
stanno tutte stese. 


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