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Visualizzazione dei post da Maggio, 2018

C'era

C'era il mare da qualche parte. C'era sempre. A volte prendeva forme strane e non lo vedeva, ma riusciva a sentirlo, ad annusarlo, come si fa con le piste dei sogni.
Il mare aveva sempre lo stesso colore, e quelle mani forti che ti tengono nelle cadute. A precipizio. Sempre mare era.

Ora

Ora che sei morto, potrò finalmente leggerti. Ciao Philip.

Sonno

addormentarsi sotto un temporale
dipingersi la pelle con i lampi
chiudere le finestre, tutte
slacciare i piedi
ritrovare una vecchia canzone nel sangue,
un'estate che scolora
e le rose che diventano rovi.

Incroci d'azzurro

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"La malattia è il lato notturno della vita, una cittadinanza più onerosa. Tutti quelli che nascono hanno una doppia cittadinanza, nel regno dello star bene e in quello dello star male. Preferiremmo tutti servirci solo del passaporto buono, ma prima o poi ognuno viene costretto, almeno per un certo periodo, a riconoscersi cittadino dell'altro paese."
(Susan Sontag, Malattia come metafora, 1992)

Ti sfili le mani, le usi per riassettare le camere oscure degli altri, passeggeri inconsapevoli di treni e carrozze. Ti sfili lenta le mani e le adagi, imbronciate, sul cuore; mentre tutt'intorno è tripudio di rose, profumi che ammalano tanto sono intensi, tra i risultati positivi al rancore e al desiderio, maledizioni quotidiane, profondi addormentamenti, sorelle morfine che ti riportano agli anni settanta, mai vissuti, ma come se. Insopportabile la bellezza quando ti cade addosso dal cielo, ma esistono vittime predestinate, persino nelle Sacre Scritture. Incontri gli orsi ne…

di scrittura, silenzi, sud

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i libri diventano solai, controsoffitte, travi di legno a cui aggrapparsi, mentre le ragnatele avvolgono i pensieri, quasi ragni questi giorni, qualcuno perde le zampe, poi le nuvole sono oracoli, visioni dai finestrini, meraviglie, il cielo è azzurro ossigeno, le parole da stipare tra orecchie e ombrelli, la pioggia promessa mai mantenuta. Le ossa che si sgretolano, assieme ai sogni, le briciole lungo i sentieri del bosco, una stella marina che fiammeggia.

Legami

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Suranjana,                                                                     Today your heart is grass                                                                        Breeze beyond breeze                                                                          Sky beyond sky.                                                                           (One with the sky, Jibanananda Das, tradotto da                                                                                        Chandak Chattarj)

Papaveri

E all'improvviso si era ricordata dei campi di papaveri, di quella sterminata vellutata estate. Di quando i piedi erano ricci di mare, gli scogli il suo letto e le promesse solo marine, salmastro.

Scatole

Nelle case ci sono le persone, e nelle persone ci sono i segreti. A volte sono segreti queste costellazioni d'ambra e margherite che oscurano la luna, lucciole dei nostri giorni, le stelle polverose, i grappoli maligni che si trasmettono sottilmente nei sogni.

Mellon Collie and the Infinite Sadness

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Si sedeva sull'orlo della panchina di pietra, verso l'ingresso secondario di Maneeya Ville, a Bangkok. A torso nudo, con un paio di pantaloncini, dava sempre l'impressione di fumare una sigaretta lenta, di quelle sigarette che scandiscono momenti epocali, illuminazioni, rivelazioni. Ma invece non fumava, perché lui stesso aveva appiccicato l'adesivo con il divieto di fumare.
Quella panchina pietrosa, apparentemente scomoda, era il suo vascello. Da lì salpava per la sua isola immaginaria, bordata di foglie tropicali enormi, con le nuvole addossate al cielo, i lampi e i suoni dello stupore. Da lì salpava, come tutti, per la sua isola che lo consolava nei momenti di tristezza. Quel disco, in fondo, l'avevamo amato e ascoltato tutti, ma proprio tutti.