dimensioni

ci sono parole in cui non vorresti mai entrare, sono stanze che ti si chiudono addosso, non portano l'eco magnifica del cielo, solo blu distorti; eppure ci entri, e ti lasci inglobare, tante bolle sterili in cui il confine è segnato, rimarcato. In certi momenti, puoi solo accarezzarlo il mare, e i suoi profondi sospiri, come quando da una finestra rotta scorgi la luna ed è improvvisa la notte, tra le candele accese e le nuvole tanto amate. Ti riportano a una strada di campagna, verso gli ulivi e i frutteti, con le ginocchia a governare la bici e il mondo, i pantaloncini corti dell'estate, forse erano otto le estati o forse meno, e tu imparavi la lingua di tuo padre, fatta soprattutto di silenzi. Certe lingue, poi le ami da grande, ma di quell'estate ricordi la bicicletta, la strada di campagna e tutti i nomi delle nuvole tra l'atlante geografico e la bocca di tuo padre. 

Lahore and ghosts - foto di Clara Nubile

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