Il selvaggio

Un libro non è un libro. È un attentato al dolore, magia oscura, frammento di universo. È pulsazione di stella morta che ancora ha luce. È un pezzo di vita spezzato come uno spaghetto.
Un libro salva la vita, a volte. Per me fu Steinbeck, L’inverno del nostro scontento. Stava nella mia libreria dall’anno in ero nata, apparteneva a mio padre. Fu mia madre a portarmelo, afferrato a caso tra i tanti, nel reparto di psichiatria dov’ero chiusa. I libri ti cercano, certi libri t’incontrano.
Aspettano sotto la polvere per anni, e poi ti scovano, nel momento in cui tu hai più bisogno di loro.


(Francesco Forlani, Anna Giubahttps://www.nazioneindiana.com/2019/04/20/la-convalescenza/)

Torino - settembre 2018 - foto di Clara Nubile 
Ripensavi spesso, in questi giorni emorragici, all'estate scorsa, a quando nella calura dei pomeriggi, con le margheritine appassite, le colline ingiallite, leggevi un libro, nelle ore più crudeli e mortali, quelle comprese tra le due e le tre del pomeriggio. La sedia a sdraio tinta di rosa, con il cuscino mangiucchiato da un topo, e i piedi nudi che affondavano grati nell'erba effimera, un vestitino di altri tempi che ti scopriva le ginocchia, e il peso di quel libro che ti faceva diventare corpo, verbo, sentimento, destino. Te l'aveva prestato il tuo amico M, era stato uno dei suoi regali di compleanno - dividevate lo stesso mese per i compleanni, ma eravate nati sotto segni diversi - e lui ti aveva detto, leggilo, perché sono sicuro che ti piacerà. E tu dopo tanti giorni d'indecisione l'avevi cominciato ed era stato come tuffarti nell'Adriatico, tuo eterno sposo. Non ti era semplicemente piaciuto, ti era appartenuto a fondo, pagina dopo pagina, dolore dopo dolore, confusione dopo confusione. Era stato intimamente tuo, Il Selvaggio. E alla fine, quando l'avevi raccontato a M, lui ti aveva detto che allora il libro era tuo, che te lo regalava. E dopo qualche tempo, avevi detto a un'altra tua amica, a L, che di mestiere fa la sacerdotessa delle parole, che doveva assolutamente leggerlo, e anche lei l'aveva letto, e da quel momento cercava i suoi lupi, e anche tu eri tornata a essere la tigre nella foresta, e non lo potevi sapere, perché la foresta non se n'era mai, mai andata da te.

     

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